Conseguenze igienico sanitarie: Formazione di condensa o muffe

Negli ambienti riscaldati l’umidità presente nell’aria si trasforma in condensa depositandosi sulle superfici fredde. La conseguenza è la permanenza di umidità sulle pareti.

I vecchi edifici con isolamenti scarsi o anche nulli limitavano la presenza di muffa poiché l’assenza di tenuta all’aria degli infissi permetteva un costante ed incontrollato ricambio d’aria da cui segue un decremento dell’umidità relativa interna ed incremento dei consumi energetici.

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Le pareti umide rappresentano un terreno di coltura ideale per la formazione di muffe. Queste sono funghi pluricellulari che si moltiplicano attraverso la produzione di spore; tale fenomeno è studiato scientificamente sotto il nome di Mvoc – composti organici volatili microbiologici. In generale le muffe possono proliferare sulle superfici più disparate traendo da queste (o dal pulviscolo normalmente presente nell’aria) il nutrimento.

Si tratta di funghi onnipresenti, con un importante ruolo nel ciclo ecologico. Le loro richieste nei confronti delle condizioni di vita sono estremamente modeste. Un ruolo prioritario per la diffusione della muffa spetta all’umidità.

La “stagione” di proliferazione della muffa negli alloggi inizia durante i mesi invernali, quando gli sbalzi di temperatura tra gli interni e l’esterno sono particolarmente elevati. Sui fondi umidi si formano macchie di muffa, scure, ma anche verdi, gialle o rosse. I funghi durante la crescita formano un’infinità di spore (semi), disperse a milioni nell’aria e continuamente respirate. Alcuni delle oltre 10.000 specie di aspergillo (muffa) costituiscono seri rischi per la salute delle persone. Le specie più pericolose comunque non sono riconoscibili a vista, né per il colore, né per la struttura o la grandezza.

In condizioni particolari da una spora germina una Ifa che sviluppandosi forma un micelio perfettamente aderente alla parete. La maturazione del micelio si può individuare quando si possono scorgere accrescimenti vellutati sporgenti dalla parete e che contengono le spore pronte per essere immesse nell’aria.

Dal grafico seguente (prof. Spitzner del FIW di Monaco) si evidenzia che anche il tipo di substrato facilita o meno la formazione di muffe. I materiali con una rugosità superficiale non elevata non permettono né l’accumulo di polveri né di condensa eliminando le condizioni necessarie affinché si presenti formazione di muffe. Per i metalli, oltre alle indicazioni precedenti, si aggiunge la loro inerzia termica nulla (se le condizioni di temperatura dell’intorno cambiano la temperatura del materiale ne risente immediatamente) determinando le condizioni di temperatura sfavorevoli per l’attecchimento delle muffe.

 

Oltre a pregiudicare l’estetica dell’ambiente, esse costituiscono anche un pericolo per la salute, in quanto sono le sostanze allergeniche più diffuse nei locali interni. Alcune tipologie di muffe servono a produrre antibiotici (penicillina, streptomicina, ecc…) altre, invece, possono essere causa di spiacevoli episodi per la salute umana.

La tabella seguente mette in relazione alcune patologie con i possibili fattori scatenanti.

Patologie Infezioni Tossicità
asma le muffe maggiormente presenti nell’aria non costituiscono alcuna minaccia infettiva alla salute umana alcune muffe producono sostanze tossiche chiamate micotossine
riniti allergiche (irritazioni al naso) alcune muffe, come la Aspergillus, Mucor e Stachybotrys, possono causare serie infezioni nelle persone più vulnerabili presente nelle spore e nelle ife (le muffe producono una gran numero di componenti organiche volatili)
alveolite allergica i funghi associati con altri elementi (come Cryptococcus neoformans) mettono a rischio la salute di tutti gli individui le più importanti muffe tossiche sono:

Tachybotrys, Penicillium, Aspergillus, Fusarium

Fonte: Dr. Martin Spitzner, FIW München

 



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