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2009 03 07 MESSAGGERO VENETO – Case, ribassi fino al 40% per il bisogno di liquidità

Domenico Pepe on Marzo 7, 2009

Rispetto al resto del mercato nazionale (per non parlare della disastrosa situazione europea), il mercato immobiliare in provincia di Pordenone sta tenendo nonostante la crisi, anche se si sta evidenziando una maggiore entità dell’offerta rispetto alla domanda. Se i prezzi di compravendita e locazione sono sostanzialmente stabili, in alcune zone di Pordenone, come la periferia sud, stanno addirittura leggermente salendo. Si tratta però di prezzi medi (basati principalmente sul 2008, il nuovo anno invece è ricco d’incognite). Si parla anche di cali dal 10 al 40% nei casi di proprietari i quali hanno un bisogno immediato di liquidità. Questa la situazione attuale raccontata dagli addetti ai lavori durante la presentazione del “Borsino immobiliare della provincia di Pordenone 2008/2009” ieri a palazzo Mantica. La pubblicazione è stata curata dalla sezione pordenonese della Federazione italiana mediatori agenti d’affari (Fimaa), salita alla ribalta nazionale per la nomina del suo presidente, Bruno Paludet, alla guida dell’intera federazione italiana. «Il mercato immobiliare ha comunque un futuro – ha spiegato – anche perchè l’investimento sul mattone è sempre il più sicuro. Bisogna, però, essere attenti, andare da agenti professionisti. E poi anche il nostro ruolo sta cambiando: internet è sempre più utilizzato per reperire informazioni sugli immobili. La figura del vecchio sensale sta sparendo rapidamente».

La pubblicazione è stata curata anche dall’Ascom-Confcommercio provinciale. «La situazione in Europa è peggiore che da noi – ha sottolineato il presidente Alberto Marchiori -, ma l’esperienza ci insegna che gli immobili garantiscono maggiore sicurezza rispetto ai titoli. Difficile fare previsioni sul 2009, anche se a livello europeo confidano in una timida ripresa a fine anno: nulla, però, è certo». C’è pure chi vede sviluppi positivi. «I prezzi a Pordenone – ha affermato Andrea Oliva, presidente regionale Fimaa – non sono crollati, hanno solamente subito un aggiustamento. Diciamocelo, l’usato doveva scendere, a volte costava come il nuovo. Ci sono nuove opportunità, alcuni immobili interessanti, che prima non erano in vendita. Ora sono sul mercato».
In futuro, comunque, i clienti chiederanno sempre più case ecologiche che, attraverso la certificazione energetica, possano ridurre i consumi. Ad esempio per un appartamento da cento metri quadri si può passare da 1.500 a 200 euro l’anno spesi per il riscaldamento. «Attualmente in Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato l’architetto Domenico Pepe -, il 40% della spesa energetica è dato dai privati. Di questo consumo, il 70% è utilizzato per riscaldamento e raffreddamento: con la certificazione energetica si possono ridurre notevolmente queste percentuali». Ha portato il proprio saluto anche il presidente provinciale dell’Unione piccoli proprietari immobiliari Ladislao Kowalski. «La situazione non è rosea – ha detto -, ma i dati ci sembrano sostanzialmente “piatti” rispetto lo scorso anno».
Davide Francescutti

 

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2009/03/07/PN_05_PNE1.html

 

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