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Perchè la maggior parte degli edifici in Italia ha necesstà di essere riqualificato – ristrutturare significa migliorare

Domenico Pepe on Maggio 26, 2019

Prendendo a riferimento i dati ENEA si può constatare che gli edifici sono responsabili del 34,4% degli usi finali di energia e di questa percentuale una consistente quota parte – circa il 75% – è utilizzata per la climatizzazione estiva ed invernale degli edifici. La riduzione di questo fabbisogno energetico passa proprio dalla riduzione delle dispersioni termiche degli edifici.

Mettendo in un grafico tutti i comuni italiani si scopre che questi sono collocati per circa l’85% in fasce climatiche fredde o comunque in zona utile perchè un intervento di risanamento invernale sia economicamente conveniente.

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Volendo essere più chiari: ci troviamo a metà strada tra Germania(paese notoriamente freddo) e Grecia (paese notoriamente caldo). La nostra posizione geografica ci impone di difenderci dai due fenomeni estremi in combinazione con l’incremento della qualità della vita.

Rigenerare vuole significare proprio incrementare la qualità del costruito con un’ottica nuova improntata sul risparmio energetico sinonimo di qualità della vita e salubrità degli ambienti interni.

Un esperimento interessante che ebbi la possibilità di effettuare a San Vito al Tagliamento ormai nel 2010 aveva proprio questa finalità: dimostrare che un edificio iperisolato termicamente mantiene freschi gli ambienti interni dell’edificio in estate e – cosa ormai nota a tutti – il caldo all’interno degli stessi in inverno. Un cubo di ghiaccio dalle dimensioni di un metrocubo posto all’esterno del modulo CasaClima Oro e uno, di pari dimensioni, posto al suo interno. Il cubo esterno si sciolse in soli tre giorni mentre il cubo all’interno del modulo si mantenne intatto per circa il 98% nei nove giorni di misurazione con temperature esterne diurne di 32°C.

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Negli edifici normalmente vi sono aperture verso l’esterno per godere della vista o comunque per permettere l’ingresso di luce solare utile alle attività quotidiane e sta alla fantasia del progettista integrare nell’involucro edilizio sistemi di ombreggiamento che riducano il più possibile l’ingresso di luce diretta in estate.

Continuando l’analisi delle possibili strategie utilizzabili sul lato estivo si può:
– valutare l’utilizzo di pareti e tetti ventilati in combinazione con il primato d’isolamento dell’involucro edilizio
– controllare la ventilazione (nei giorni più caldi e in presenza di sistema di raffrescamento attivo si può utilizzare la VMC con recupero di calore durante il giorno e free cooling notturno; quando possibile è opportuno valorizzare gli effetti di camino solare o torri del vento per incanalare all’interno dell’edificio le temperature esterne più fresche
– prevedere degli “spazi filtro”nelle facciate a sud
– prevedere spazi aperti e ombreggiati dell’edificio, con del verde e – se necessario – con pavimentazione chiara (in modo da ridurre l’effetto isola di calore) con una conformazione degli spazi tali da captare i venti prevalenti in combinazione con sistemi di raffrescamento passivo: raffrescamento evaporativo (poco efficace nelle zone con elevata umidità relativa esterna e bassa ventosità).

In inverno invece le strategie attuabili sono quelle di:
– massimizzare le prestazioni termiche degli elementi costituenti l’involucro edilizio determinando la risoluzione dei ponti termici generati dalla connessione delle varie parti
– per quanto possibile ottimizzare gli apporti solari (compatibilmente con l’esigenza estiva), anche in questo caso riveste un ruolo importante la VMC, l’utilizzo di spazi filtro per ridurre l’impatto negativo del vento nelle zone con maggior ventosità
– sfruttare la massa termica per l’accumulo del calore diurno.

Una regola generale che racchiude tutte queste strategie è proprio quella di ridurre il più possibile il fabbisogno energetico sia invernale sia estivo in modo che siano le risorse naturali subito disponibili (il sole in inverno e il vento in estate) le prime fonti di approvvigionamento energetico dell’edificio.

Ovviamente negli edifici normalmente si vive e l’esperimento del cubo di ghiaccio è esemplificativo di una condizione più complessa che gli individui si trovano ad affrontare: apporti gratuiti delle persone che emettono calore sensibile e latente, l’utilizzo di oggetti elettronici (ulteriore calore sensibile) ecc. Quindi con un edificio iperisolatomanteniamo il caldo all’esterno in estate ma dobbiamo responsabilizzare gli utenti degli edifici affinchè riducano sostanzialmente gli apporti interni per mantenere un livello di comfort accettabile. I comportamenti virtuosi che gli utenti debbono attuare sono una ulteriore importante fonte di risparmio energetico.

Ridotto il fabbisogno energetico in maniera drastica tramite le prime due azioni è possibile coprire in maniera semplice la bassissima richiesta energetica rimanente grazie alle F.E.R. Fonti Energetiche Rinnovabili.

Articolo comparso su Ediltecnico.it

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