+ , F.A.Q.

Salubrità e risparmio energetico nelle ristrutturazioni

Domenico Pepe on Maggio 26, 2019

Nel periodo invernale un involucro edilizio con basse prestazioni termiche subisce sostanzialmente l’andamento delle temperature esterne. Il calore infatti può attraversare molto facilmente l’involucro edilizio poichè non trova una resistenza adeguata al suo passaggio; questo determina un raffreddamento sostanziale delle pareti permettendo la formazione di muffa o, nei casi più gravi, condensa superficiale. Questo fenomeno si accentua ancora di più negli alloggi in cui gli abitanti non possono far fronte al pagamento delle ingenti bollette energetiche; gli ambienti poco riscaldati infatti permettono un’ulteriore riduzione della temperatura superficiale e conseguente incremento della formazione di muffa o condensa superficiale compromettendo la salubrità degli ambienti interni a discapito delle persone più fragili quali bambini, anziani o più in generale soggetti immunocompromessi. Il fenomeno non è limitato.

Sempre più diffusa in Italia è la Fuel Poverty un tema trattato in maniera estesa in Italia per la prima volta dal giornalista Sergio Ferraris; vale a dire la povertà indotta dalle spese energetiche. In un paese fortemente segnato dalla crisi come l’Italia, la povertà pone un gran numero di italiani in una situazione border line che si può aggravare proprio a causa dei costi energetici che continuano ad aumentare nonostante l’arretramento del costo delle materie prime.

La riduzione di risorse economiche determina, per alcuni, la difficoltà di accesso al consumo energetico; questo accade quando questa voce di spesa supera il 10% del reddito annuale; questa condizione di “precarietà energetica” può arrivare fino al livello di non garantire più la salubrità degli ambienti per l’impossibilità di accesso alle risorse; ne consegue un aumenta del rischio di contrarre patologie più o meno croniche innescando così una spirale negativa in cui alcune persone possono rimanere intrappolate fino a tradursi in gravi condizioni di disagio sociale.

Il fenomeno è in aumento visto che nel solo 2013 è stata sospesa la fornitura di energia elettrica a circa 1,8 milioni di famiglie e a circa 360mila la fornitura di gas; senza considerare i costi sociali sostenuti dalle amministrazioni locali a causa delle sovvenzione necessarie per tamponare temporaneamente l’emergenza senza risolvere i problemi di consumo energetico.

Anche l’Europa ha riconosciuto il forte impatto sociale di questo tema e ha co-finanziato il progetto EPEE – European fuel Poverty and Energy Efficiency – per combinare tutte le competenze necessarie per comprendere correttamente il legame tra abitazioni, energia e povertà.

Intervenendo sull’edilizia esistente è possibile ridurre l’impatto economico derivante dalle bollette energetiche fino al 90-95% dei costi iniziali determinando al contempo un miglioramento del comfort ambientale invernale ed estivo e una maggiore salubrità degli spazi interni per l’assenza di muffe.

Articolo comparso su Ediltecnico.it

Prestazioni energetiche edifici: il progettista e gli utenti-vittima

AR ZH-CN NL EN FR DE IT PT RU ES