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La generazione di calore e raffrescamento tramite le pompe di calore

Domenico Pepe on Giugno 30, 2020

Quante volte abbiamo sentito parlare di incidenti dovuti a fughe di gas?

Basta cercare su “Google notizie” e questa tipologia di incidente è all’ordine del giorno o quasi: https://tinyurl.com/yb9lvzsa

Questa tipologia di incidente si verifica per problemi alle caldaie o per malfunzionamenti ai piani cottura.

Per la generazione di calore e la produzione di acqua calda sanitaria si potrebbero utilizzare le pompe di calore. La tipologia “reversibile”, poi, permette di raffrescare gli ambienti in estate sfruttando l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico.

Da più fonti riceviamo segnalazioni secondo le quali le caldaie di “nuova generazione” hanno una durata di vita ridotta (sembra che in alcuni casi sia stato necessario sostituirle anche dopo solo 5 anni dall’installazione) mentre le caldaie vecchie non hanno sistemi di sicurezza che garantiscano il blocco dell’erogazione del gas a seguito di malfunzionamenti.

Va detto che le pompe di calore sono più efficienti nella produzione di calore e acqua calda sanitaria rispetto alle caldaie a gas e, se abbinata al fotovoltaico, contribuisce ad abbassare drasticamente la bolletta energetica.

Solo un involucro altamente performante permette alla pompa di calore di lavorare in maniera ottimale.

L’obiettivo di involucro performante lo abbiamo già centrato nei capitoli precedenti.

Quindi la pompa di calore si sposa bene con il concetto di elevato isolamento termico delle pareti.

Una soluzione di questo tipo permetterebbe, quindi, di ridurre al minimo il rischio derivante dall’uso del gas e comporterebbe un risparmio economico in bolletta.

L’eliminazione del gas permette quindi di raggiungere un elevato grado di sicurezza oltre che la riduzione delle bollette e potrebbe anche aiutare la risoluzione di un problema spesso sottovalutato: il ponte termico dovuto alle tubature e alla cassetta del contatore.

Se la cassetta del gas è “posata” sulla facciata dell’edificio questa non permette di realizzare uno strato continuo di isolamento determinando un ponte termico non risolto. Un ponte termico, abbiamo ormai capito, è un grave difetto costruttivo. Abbiamo quindi una ragione in più per proseguire con la rimozione del gas.

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