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4 + 2 cose che dovresti sapere sul CPI: costi e strategie per evitarlo

Domenico Pepe on Agosto 16, 2021

4 + 2 cose che dovresti sapere sul CPI: costi e strategie per evitarlo

Se segui assiduamente il nostro sito web dovresti sapere che di tanto in tanto creiamo e sviluppiamo articoli anche di tipo divulgativo soprattutto per i Committenti.

Per questa ragione cerchiamo di utilizzare un linguaggio semplice e fruibile.

Indice

Introduzione
CPI: Cos’è il CPI e qual è il suo costo?
Quando è richiesto
Una storia significativa
CPI: Quando se ne può fare a meno? L’esempio concreto
CPI: Alcuni esempi pratici che impongono l’obbligatorietà

Introduzione

Questo tema è sicuramente collaterale al mio libro <CondominiRisparmiosi>.
Questo libro presenta anche i vantaggi di vivere in ambienti confortevoli e attenti alla natura. Ti lascio il link, se vuoi dargli un’occhiata:
www.condominirisparmiosi.it
Se sei interessato a questo argomento, puoi anche beneficiare dell’articolo, che troverai qui:

<Perchè la maggior parte degli edifici in Italia ha necesstà di essere riqualificato – ristrutturare significa migliorare> che trovi qui:

https://www.domenicopepe.eu/perche-la-maggior-parte-degli-edifici-in-italia-ha-necessta-di-essere-riqualificato/

CPI: Cos’è il CPI e qual è il suo costo?

Il certificato di prevenzione incendio (CPI) è una dichiarazione che garantisce il rispetto di un edificio ai regolamenti antincendio.
Il costo tipico per il rinnovo può oscillare dai 3.000€ ai 6.000€; questo dipende molto dalle difficoltà che si incontrano sull’edificio.
Ad esempio eventuali adeguamenti (a titolo puramente esemplificativo verifiche fluidodinamiche sulla quantità di aria necessaria per i garage utilizzando condotti, nuovi accessi alla centrale termica sotterranea ecc.) possono comportare un aumento considerevole dei costi.
E’ difficile dare un numero preciso senza conoscere i dettagli dell’immobile oggetto di tale certificato.

Le sanzioni previste in caso di assenza di CPI (quando necessario) comprendono l’arresto fino a un anno o ammenda da 258 euro a 2.582 euro per il titolare che non richiede il rilascio, reclusione da tre mesi a tre anni e multa da 103 euro a 516 euro per chiunque attesti fatti non rispondenti al vero.

CPI: Quando è richiesto?

L’edificio deve essere conforme alle normative antincendio e i locali devono soddisfare gli standard di sicurezza necessari per proteggere le cose e le persone.
Ha una scadenza: dopo 5 anni deve essere rinnovato.
Il CPI non è richiesto per tutte le costruzioni, ma solo per quegli edifici che ricadono all’interno della lista dell’allegato 1 di D.PR. n. 151 del 1 ° agosto 2011.
Nel testo ci sono attività che sono ritenute più pericolose di altre e quindi subordinate a misure di controllo preventive e che solitamente sono indicate come soggette al CPI.
Queste attività possono essere classificate in tre categorie:
Categoria A: con probabilità o rischio ridotto; di questa classifica fanno parte le scuole di tutte le dimensioni e fino a 150 persone, nonché aziende e uffici fino a 500 persone. Non è richiesto che questi edifici siano sottoposti all’analisi del progetto da parte dei Vigili del Fuoco che potranno comunque effettuare, a campione, sopralluoghi di verifica.
Categoria B: rischio moderato. In questa categoria rientrano edifici come asili, officine e laboratori con saldatura e taglio in metallo in cui sono utilizzati gas infiammabili. In tutti questi casi, è necessario richiedere una valutazione del rischio. Gli audit dei vigili del fuoco vengono sempre eseguiti a campione proprio come avviene per la categoria A.
La categoria C: rappresenta un livello più alto di pericolo. Rappresentano quelle attività e sistemi ad alta complessità, in cui i gas infiammabili e / o di combustibili sono prodotti e utilizzati. Sia la valutazione del progetto che le ispezioni sono necessarie per tutte le strutture ricadenti in questa categoria. Il certificato antincendio viene rilasciato alla conclusione degli audit.

CPI: Una storia significativa

In uno dei progetti che stiamo sviluppando proveremo a far in modo che il CPI non sia più obbligatorio.
Mi spiego meglio.
L’edificio oggetto di intervento ricadeva in quelli che erano obbligati ad effettuare il rinnovo del CPI.
La caldaia e i locali risentivano dell’età (l’edificio originario è degli anni ’70).
Grazie all’adesione del condominio alle detrazioni del 110% è stato possibile prendere in considerazione un intervento complessivo sull’edificio.
E’ stato infatti considerato di realizzare una buona coibentazione dell’involucro abbinato ad infissi ad elevatissime prestazioni e un impianto di generazione del calore di potenza notevolmente ridotta tale per cui è stato possibile inbstallare una pompa di calore.
La coibentazione dell’involucro manterrà le pareti più calde in inverno e i proprietari non sentiranno la necessità di accendere il riscaldamento: da qui il notevole risparmio economico e la riduzione di pontenza del generatore. Dall’altro lato questa riduzione di potenza ha permesso l’utilizzo della pompa di calore che per sua natura non ha necessità di combustibili e quindi non è obbligatorio l’aggiornamento del CPI con un notevole risparmio per tutti i codnomini.

CPI: quando se ne può fare a meno? L’esempio concreto

L’esempio che ti ho raccontato prima è reale.
Se vuoi approfondire la case history che ti ho riportato ti invito ad andare al seguente link per approfondire l’intervento di < Condominio Alle Grazie a Pordenone > che trovi qui: https://www.domenicopepe.eu/condominio-alle-grazie/

CPI: Alcuni esempi pratici che impongono l’obbligatorietà

A partire dal 2017, la legislazione antincendio è stata modificata con la promulgazione del decreto del Ministero degli Interni 21/02/2017, che vede l’allargamento dell’impegno a chiedere il CPI anche ad alcune costruzioni che precedentemente non avevano ottenuto la certificazione.
In effetti, il decreto ha trasformato alcuni dei regolamenti incorporando nel gruppo anche i condomini con i seguenti criteri: centrali termiche con potenza di combustione superiore a 116 kW che sono alimentate da un combustibile solido, liquido o gassoso (come alcune centrali termiche e / o caldaie, generatori termici condominiali a servizio del riscaldamento); parcheggi auto interrati / garage con un’area totale coperta totale di oltre 300 metri quadrati; altezza degli edifici superiore a 24 m.
Quando si verificano uno o più di questi fattori, è responsabilità dell’amministratore prendere precauzioni e iniziare la procedura per richiedere il CPI o effettuare il rinnovo prima della scadenza.
L’amministratore è anche responsabile di garantire che la manutenzione di routine degli estintori, sensori di allarme per la presenza di fumo e sistemi di sicurezza antincendio vengono eseguiti regolarmente.
Inoltre, l’amministratore è responsabile di mantenere aggiornato il registro dei controlli e deve informare i dipendenti della struttura circa le prescrizioni alle norme.

Ti consiglio un articolo scritto qualche anno fa:

“Perchè la maggior parte degli edifici in Italia ha necessità di essere riqualificato – ristrutturare significa migliorare”
https://www.domenicopepe.eu/perche-la-maggior-parte-degli-edifici-in-italia-ha-necessta-di-essere-riqualificato/

Spero che questo contenuto ti sia stato utile.
Per qualsiasi domanda o informazione e se vuoi lavorare con me per pianificare al meglio la progettazione e realizzazione del tuo intervento segui i passi descritti nel libro gratuito:
www.condominirisparmiosi.it

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